Agevolazione prima casa salva in caso di risoluzione per mutuo consenso di contratto di donazione

L’Agenzia delle Entrate si è espressa sulla decadenza o meno dell’agevolazione prima casa fruita originariamente da un contribuente che procede all’acquisto di una nuova abitazione fruendo dell’agevolazione prima casa con vendita del primo immobile, tramite atto di donazione al padre, entro un anno dall’atto. In tal caso, il contribuente qualora dovesse risolvere per mutuo consenso il citato contratto di donazione, non decade dalle agevolazioni fruite in quanto la pattuizione con la quale si realizza la retrocessione del bene donato nuovamente in capo all’originario donante configura un nuovo atto di donazione (Agenzia entrate – risposta 02 febbraio 2021, n. 77).

Il contribuente può fruire delle agevolazioni “prima casa” in relazione all’acquisto di un nuovo immobile, anche se sia già in possesso di altra abitazione acquistata con le suddette agevolazioni, a condizione che si impegni ad alienare l’immobile pre-posseduto entro un anno dal nuovo acquisto agevolato.
Tale condizione è soddisfatta anche qualora il contribuente ha alienato l’immobile pre-posseduto con un atto di donazione.
Inoltre, le agevolazioni prima casa possono considerarsi rispettate nell’ipotesi in cui l’atto di donazione venga successivamente risolto per “mutuo consenso” in quanto la pattuizione con la quale si realizza la retrocessione del bene donato nuovamente in capo all’originario donante configura un nuovo atto di donazione.
Ne consegue che l’agevolazione prima casa fruita non può essere revocata dall’Ufficio, avendo il contribuente nel caso di specie alienato l’immobile pre-posseduto entro un anno dalla data del secondo acquisto. Né lo scioglimento per “mutuo consenso” dell’alienazione in argomento rientra fra le fattispecie di decadenza dall’agevolazione.

Circolare Assografici con i nuovi aumenti retributivi

Pubblicati i nuovi minimi retributivi previsti dal recente rinnovo del CCNL per i grafici/editori

L’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del CCNL Grafici Editori attualmente in attesa di scioglimento della riserva da parte del sindacato, prevede, per la parte economica, un aumento complessivo di 80 euro nel biennio di vigenza, con baricentro B3 per i grafici ed A per gli editori.
Di seguito si riportano le tabelle per i grafici e per gli editori.

livelli

parametro

Totale incremento TEM

Q 249 117,17
AS 248 1 16/70
A 210 98,82
BIS 201 94,58
B1 196 92,23
B2 183 86,1 1
B3 170 80
CI 157 73,88
C2 139 65,41
DI 126 59,29
D2 115 54,11
E 100 47,05

Le altre componenti del TEM (ex indennità di contingenza e EDR) restano invariate
Per gli editori il nuovo livello baricentrico ai fini dell’applicazione dell’aumento di 80 euro è in Livello 2 (ex Categoria A).

TRATTAMENTO ECONOMICO MINIMO EDITORI

Livelli editoria

parametro

Totale incremento TEM

Q 170 95,19
1 169,28 94,79
2 142,86 80,00
3 1 37,14 76,79
4 125,71 70,39
5 115,71 64,79
6 107,14 59,99
7 100 55,99

MISURA E DECORRENZA DELL’INCREMENTO GRAFICI

 

livelli

parametro

Incremento TEM maggio 2021

Incremento TEM gennaio 2022

Incremento TEM ottobre 2022

TotaleincrementoTEM

Q 249 36,61 36,61 43,95 117,17
AS 248 36,47 36,47 43,76 1 16,70
A 210 30,88 30,88 37,06 98,82
BIS 201 29,55 29,55 35,48 94,58
B1 196 28,82 28,82 34,59 92,23
B2 183 26,91 26,91 32,29 86,11
B3 170 25 25 30 80
CI 157 23,09 23,09 27,70 73,88
C2 139 20,44 20,44 24,53 65,41
DI 126 18,53 18,53 22,23 59,29
D2 115 16,91 16,91 20,29 54,11
E 100 14,70 14,70 17,65 47,05

MISURA E DECORRENZA DELL’INCREMENTO EDITORI

Livelli

parametro

Incremento TEM maggio 2021

Incremento TEM gennaio 2022

Incremento TEM ottobre 2022

Totale

Incremento TEM

Q 170 29,75 29,75 35,69 95,19
1 169,28 29,62 29,62 35,55 94,79
2 142,86 25,00 25,00 30,00 80,00
3 137,14 24,00 24,00 28,79 76,79
4 125,71 22,00 22,00 26,39 70,39
5 115,71 20,25 20,25 24,29 64,79
6 107,14 18,75 18,75 22,49 59,99
7 100 17,50 17,50 20,99 55,99

L’accordo è intervenuto anche sulla modifica dell’attuale norma transitoria dell’art. 14 Parte Prima – norme Generali, per l’iscrizione automatica al Fondo di tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che non beneficino di forme di assistenza sanitaria integrativa, per gli anni 2021-2022, con il contributo di 120 euro annui integralmente a carico azienda. In tal senso, Assogafici ritiene opportuno invitare le aziende associate a continuare ad erogare, unilateralmente fino allo scioglimento della riserva, il contributo con le stesse modalità e nella stessa misura previste fino ad oggi.

L’erogazione del contributo unilaterale non costituirà “uso aziendale migliorativo” in quanto riconosciuto, allo stato, in via transitoria limitatamente al periodo sopra indicato e pertanto privo della volontà di continuare a tempo indeterminato.

Ricordiamo infine che, come comunicato dal Fondo, l’accordo con Unisalute prevede la proroga della diaria per Covid anche per il 2021, a titolo gratuito per tutti gli iscritti. Le condizioni previste restano le stesse, ossia 40 euro al giorno per un massimo di 50 giorni all’anno, mentre per quanto riguarda la diaria da isolamento domiciliare, visti i sempre più numerosi casi, sarà prevista per 10 giorni al costo di 20 euro. Inoltre sono previsti gratuitamente, fino al 30 giugno 2021, un pacchetto prevenzione e un pacchetto maternità a favore degli iscritti.

Iva applicabile alle prestazioni di trasporto di passeggeri per vie d’acqua

Il Fisco chiarisce il regime Iva da applicare alle prestazioni di trasporto di passeggeri per vie d’acqua e alle prestazioni cc.dd. “complesse (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 02 febbraio 2021, n. 8/E).

Continuano a essere ricomprese nel regime di esenzione, ai fini IVA, le prestazioni di trasporto urbano (ovverosia che avvengono all’interno dello stesso Comune o tra Comuni non distanti oltre cinquanta chilometri) che siano effettuate mediante “veicoli da piazza”, per tali intendendosi quelli adibiti al servizio di taxi, ricompreso negli autoservizi pubblici non di linea. Ad essi sono equiparati gondole e motoscafi.
Di contro, le prestazioni di trasporto urbano di persone rese con mezzi diversi di quelli da piazza, che siano abilitati a eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare, soggiacciono all’aliquota IVA del 5 per cento.
Sono soggetti all’aliquota del 10 per cento i trasporti urbani di persone per vie acquee effettuate con mezzi diversi da quelli da piazza o diversi dai mezzi abilitati e, indipendentemente dal mezzo usato, i trasporti extraurbani.
Nel suo significato abituale, il trasporto è riconducibile alla nozione civilistica del contratto disciplinato dagli articoli 1678 e seguenti del Codice Civile, con il quale un soggetto trasferisce persone o cose da un luogo ad un altro mediante una propria organizzazione di mezzi e di attività personali e con l’assunzione a suo carico del rischio del trasporto e della direzione tecnica dello stesso. In altri termini il “trasporto” include le fattispecie nelle quali un vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose “da un luogo a un altro”.
La predetta nozione implica lo spostamento materiale delle persone trasportate: circostanza, questa, che si verifica tipicamente quando lo spostamento si realizza partendo da un determinato luogo per concludersi in un diverso luogo di arrivo.
Tuttavia, la medesima definizione non postula tale circostanza indefettibilmente, potendo il luogo di partenza e quello di destinazione anche coincidere, come avviene nei viaggi effettuati secondo l’itinerario “andata e ritorno”, essendo comunque soddisfatta, anche in tali casi, la condizione di “movimentazione” delle persone nello spazio.
Ciò posto, le disposizioni del DPR n. 633 del 1972, che prevedono (in virtù del mezzo utilizzato, nonché del carattere, urbano o extraurbano, del trasporto stesso) l’esenzione dal tributo oppure l’imponibilità con applicazione delle due alternative aliquote ridotte, del 5 o del 10 per cento, sono applicabili solo nelle ipotesi in cui le prestazioni rese dalle imprese armatrici soddisfino la richiamata definizione di trasporto e a condizione che il servizio da esse reso si traduca effettivamente nel solo c.d. “mero trasporto” (essendo le predette imprese obbligate e correlativamente remunerate esclusivamente per il trasporto di persone, senza assumere ulteriori e aggiuntive prestazioni).
In particolare, in forza della definizione di “trasporto di persone” sopra illustrata, tale conclusione deve considerarsi riferibile anche alle ipotesi in cui:
– il percorso effettuato coincida con rotte turistiche: la finalità turistico ricreativa non è, infatti, in grado di incidere sulla natura oggettiva dell’agevolazione concessa alla prestazione di trasporto;
– il viaggio preveda la coincidenza fra porto di partenza e porto di arrivo.
Parimenti, non è ostativa all’applicazione del regime IVA di esenzione o dell’applicazione dell’aliquota ridotta la circostanza che parte dei titoli di viaggio siano emessi anche in favore di gruppi organizzati, agenzie di viaggio o tour operator, con al seguito una propria guida turistica remunerata a parte (senza alcuna incidenza sul corrispettivo dovuto all’impresa armatrice per il viaggio), sempre a condizione che il servizio reso dalle medesime imprese armatrici rimanga solo ed esclusivamente il mero trasporto e che non si rientri nella differente ipotesi del noleggio di imbarcazione per escursioni turistiche private nei confronti di tour operator o agenzie di viaggi.
Quanto, invece, al trattamento da riservare alle cc.dd. “prestazioni complesse”, laddove accanto alla prestazione di trasporto di persone siano incluse anche altre prestazioni (come quelle con finalità turistico-ricreative consistenti nel servizio di pesca e nella successiva somministrazione del pescato cucinato a bordo dell’imbarcazione; nello svolgimento anche di altri servizi ittico-turistici; nel noleggio di imbarcazioni per la realizzazione di escursioni private o nei confronti esclusivamente di agenzie di viaggio o tour operator; nell’organizzazione di escursioni turistiche con guida messa a disposizione dal vettore) si configura una prestazione unica generica, come tale assoggettabile a IVA con aliquota del 22 per cento.

Covid-19: “sovvenzione diretta” tassabile ai fini IRES

Qualora la società non si configuri come micro-impresa, il contributo in conto esercizio concorre a tassazione ai fini Ires e concorre alla formazione del valore della produzione netta nel periodo d’imposta in cui transita a conto economico tra le voci rilevanti IRAP (Agenzia Entrate – risposta 02 febbraio 2021, n. 79).

Il Decreto Rilancio tra le misure introdotte ha previsto che le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio, a fronte dell’emergenza Covid-19, possono adottare misure di aiuto alle imprese sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che il valore nominale totale di tali misure rimanga al di sotto del massimale di 800.000 euro per impresa.

Nel caso di specie, la società, al fine di fronteggiare la carenza di liquidità generata dai danni causati dall’epidemia Covid-19, ha fatto richiesta di un finanziamento bancario chiedendo altresì l’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, e la sovvenzione diretta alla Regione, finalizzata:

– all’attivazione di nuova finanza da destinare alle immediate necessità derivanti dall’esigenza di assicurare la ripresa delle attività economiche a seguito del fermo imposto dalla condizione emergenziale;

– a far fronte a carenze di liquidità legate a danni causati dall’epidemia Covid-19;

– a garantire la continuità dell’operatività aziendale e la salvaguardia dell’occupazione.

La sovvenzione diretta è quindi destinata a supportare la gestione ordinaria dell’impresa, in quanto destinata a ridurre l’impatto dei costi relativi all’ordinaria operatività aziendale e quelli determinati dall’emergenza sanitaria causata dall’epidemia Covid-19 e dalle misure di contenimento della stessa.

Sotto il profilo contabile, sono definiti contributi in conto esercizio, con conseguente rilevazione nella voce “A.5 – Altri ricavi e proventi” del Conto economico, le erogazioni aventi natura di integrazione dei ricavi dell’attività caratteristica o delle attività accessorie diverse da quella finanziaria o di riduzione dei relativi costi ed oneri. Inoltre, i contributi in conto esercizio sono rilevati nell’esercizio in cui e sorto con certezza il diritto a percepirli, che può essere anche successivo all’esercizio al quale essi sono riferiti. Devono essere rilevati anche i contributi erogati in occasione di fatti eccezionali (ad esempio, calamità naturali come terremoti, inondazioni, ecc.).

Pertanto, tenuto conto che la sovvenzione diretta in parola è qualificabile a titolo di “contributo in conto esercizio”, nel presupposto che la società non si configuri come micro-impresa, la stessa concorre a tassazione ai fini IRES in funzione della corretta rappresentazione in bilancio.

Ai fini IRAP, il principio generale che sorregge il relativo sistema impositivo, così come ridisegnato dalla legge finanziaria 2008 (riforma IRAP), è quello della “presa diretta da bilancio” delle voci espressamente individuate e considerate rilevanti ai fini impositivi.

Sulla base di tale principio, la sovvenzione ricevuta dall’istante concorre alla formazione del valore della produzione netta nel periodo d’imposta in cui transita a conto economico tra le voci rilevanti IRAP.

Dal 10 febbraio, comunicazione telemativa ai registri di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni

Dal 10 febbraio 2021, le comunicazioni relative ai registri di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e ad agenti biologici devono avvenire esclusivamente attraverso il servizio online “Registro esposizione.

Con l’introduzione del Registro di esposizione informatizzato, utilizzabile in sede di rilascio dai soli datori di lavoro titolari di Posizione assicurativa territoriale (Pat), nonché ai soggetti da essi abilitati, e successivamente esteso anche ai datori di lavoro del settore agricolo e in gestione per conto dello Stato, l’Inail ha consentito, con un unico inserimento telematico, di adempiere a quanto previsto dalla normativa vigente nei confronti di Inail e dell’organo di vigilanza in considerazione del fatto che l’applicativo è immediatamente accessibile ai funzionari dei Servizi di prevenzione delle Aziende sanitarie locali tramite le credenziali in loro possesso.
Dal 12 ottobre 2017 per i datori di lavoro titolari di Posizione assicurativa territoriale e dal 14 maggio 2018 per datori di lavoro del settore agricolo e in gestione per conto dello Stato, decorre l’obbligo dell’utilizzo in esclusiva del servizio telemativo in questione.
Dunque, dal 10 febbraio 2021 non sarà più possibile da parte dell’Istituto ricevere ulteriori invii delle comunicazioni in argomento con modalità diverse dal servizio on line. Tuttavia, laddove successivamente a tale data, dovessero pervenire ulteriori comunicazioni via PEC o in modalità cartacea, in una logica di fattiva collaborazione, si provvederà a contattare i datori di lavoro al fine di rappresentare la necessità di procedere all’invio telematico dei dati afferenti i Registri di esposizione in argomento nonché fornire adeguata assistenza nei casi in cui fossero rappresentate eventuali problematiche legate all’inserimento di tali dati.