Disposizioni sull’E-commerce BTC dalle Dogane

Fino all’entrata in vigore delle norme di cui al c.d. pacchetto IVA per il commercio elettronico, i soggetti che effettuano operazioni di introduzione nel territorio nazionale di merci non unionali, relative a spedizioni di valore trascurabile destinate a un soggetto privato, originate da transazioni commerciali derivanti da vendite a distanza di beni mediante l’uso di una interfaccia elettronica (quale un mercato virtuale – marketplace, una piattaforma, un portale internet o mezzi analoghi), potranno accedere a procedure dichiarative a dati ridotti a seguito di ottenimento di autorizzazione (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Determinazione 06 aprile 2021, n. 100615/RU).

Il valore trascurabile può essere ricondotto a due differenti soglie, euro 22 oppure euro 150, e sarà indicato all’interno dell’autorizzazione, rilasciata in via preventiva.
I soggetti autorizzati sono iscritti in un apposito Elenco, istituito presso la Direzione Dogane e denominato “e-commerce P4I” (platform for import), in sezioni distinte in base alla categoria di soggetto autorizzato (Corrieri Espresso – Altri operatori economici) e con l’indicazione della soglia di riferimento (22 o 150 euro).
I soggetti autorizzati, successivamente ai controlli di sicurezza previsti sulle merci pervenute nel punto di primo ingresso nel territorio doganale dell’Unione e al successivo spostamento delle stesse in regime di transito presso i propri magazzini autorizzati, potranno effettuare le formalità dichiarative in procedura ordinaria presso luogo approvato, con indicazione, al campo 33 del DAU, del codice convenzionale 9990 9909 00 anziché dello specifico codice di nomenclatura combinata identificativo della merce introdotta.
Sono escluse le spedizioni che contengono i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toeletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco.
Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prodromica all’iscrizione all’Elenco nella sezione di interesse il soggetto presenta istanza entro e non oltre 15 giorni dal 6 aprile 2021 (data di pubblicazione della presente Determinazione) presso l’Ufficio delle dogane competente sul luogo di tenuta delle scritture contabili principali ai fini doganali.
La presente Determinazione Direttoriale annulla e sostituisce la precedente, prot. n. 344910/RU del 6 ottobre 2020, e cessa di avere effetto alla data di entrata in vigore del c.d. pacchetto IVA per il commercio elettronico.

Emergenza Covid-19: ripresa notifica degli atti tributari sospesi

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità di ripresa delle attività di notifica degli atti tributari sospesi a causa del Covid-19, per i quali i termini di decadenza sono scaduti tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020, e che sono stati emessi entro tale ultima data (Provvedimento 6 aprile 2021, n. 88314).

In considerazione degli effetti critici dell’emergenza epidemiologica COVID-19 sui contribuenti, il Decreto Rilancio (art. 157, DL n. 34/2020) ha disposto la sospensione delle attività di notifica degli atti tributari. In particolare è stato previsto che:

– gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza, calcolati senza tenere conto del periodo di sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020, che scadono tra l’8 marzo ed il 31 dicembre 2020, sono emessi dagli uffici entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvi casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi;
– gli atti e le comunicazioni elaborati nell’ambito di controlli automatizzati con modalità massive entro il 31 dicembre 2020, sono notificati, inviati o messi a disposizione nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvi casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi;
– per gli atti e le comunicazioni caratterizzati da indifferibilità e urgenza e nei casi in cui l’emissione dell’atto è necessaria al perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi, la notifica può essere effettuata senza tener conto delle deroghe precedenti.

Come previsto dalla medesima disposizione, l’Agenzia delle Entrate individuato le modalità di applicazione della proroga dei termini per la notifica, in modo che distribuendo le attività in un arco temporale più ampio, possa essere reso più agevole l’adempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti interessati.
Tale arco temporale, è stato oggetto, nel tempo, di diverse modifiche:
– inizialmente compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021;
– poi individuato tra il 1° febbraio 2021 e il 31 gennaio 2022;
– infine, stabilito tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022.
Gli atti e i provvedimenti adottati (notificati) durante i periodi via via posticipati, restano validi e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti.
Da ultimo il cd. “Decreto Sostegni” ha introdotto una definizione delle somme richieste con le comunicazioni di irregolarità elaborate a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni. Ciò, ovviamente incide sulla distribuzione degli invii e sui termini.

Tenuto conto di tutto quanto sopra descritto, l’Agenzia delle Entrate ha individuato le modalità di ripresa delle attività di notifica degli atti tributari sospesi a causa del Covid-19.
Tali atti saranno notificati in modalità possibilmente uniforme, seguendo prioritariamente l’ordine cronologico di emissione. Una deroga a tale criterio è prevista per le comunicazioni di irregolarità che possono beneficiare della definizione agevolata introdotta dal “Decreto Sostegni”, per consentire l’espletamento delle attività necessarie per dare attuazione alla definizione stessa.
È fatta salva la deroga nei casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi.

Aliquota Iva ridotta per le opere di urbanizzazione

È prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10 per cento ai casi di autonoma costruzione dei collettori di adduzione relativi agli impianti di depurazione (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 06 aprile 2021, n. 229)

La società istante gestisce il Servizio Idrico Integrato costituito “dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue”. Nell’esercizio della sua attività istituzionale, la società è chiamata a tenere in efficienza la rete fognaria dei Comuni nei quali opera, curando il collettamento delle acque reflue domestiche, delle acque reflue industriali e delle acque reflue urbane, attraverso chilometri di canalizzazioni. La predetta attività si esplica anche attraverso interventi tanto di manutenzione e riparazione di canalizzazioni, collettori, condutture e simili già esistenti, quanto di realizzazione di nuovi tratti di fognature destinati a estendere o integrare la rete esistente.
Le fognature sono comprese fra le “opere di urbanizzazione primaria”, la cui “caratteristica peculiare è costituita dalla destinazione ad uso pubblico, a prescindere dalla localizzazione delle stesse”.
Le prestazioni di servizi ricevute dalla società in dipendenza di contratti di appalto aventi a oggetto la realizzazione di una nuova fognatura sono, pertanto, soggette all’aliquota IVA del 10 per cento.
Secondo la prassi dell’Agenzia, non beneficiano, invece, dell’aliquota ridotta gli interventi di manutenzione delle reti fognarie e delle altre opere di urbanizzazione.
Con contratto del 14 gennaio 2020, la società ha affidato a una ditta esterna l’appalto per la “realizzazione del collettore fognario dal depuratore X al depuratore Y”, costituente il primo lotto di un più ampio progetto di “realizzazione di un sistema di collettamento dei reflui fognari attualmente trattati in una serie di impianti di depurazione presenti nella zona Beta”.
Il progetto prevede la realizzazione, su nuovi tracciati, di nuovi collegamenti fognari destinati a “convogliare ad un unico, efficiente impianto di depurazione i reflui attualmente trattati nell’area Beta”.
L’intervento in questione apparirebbe, quindi, riconducibile, prima facie, alla fattispecie “nuova realizzazione” di cui al citato n. 127-quinquies della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972. Tuttavia, la società istante fa presente che lo stesso intervento, per altro verso, costituisce essenzialmente un potenziamento, un miglioramento e un efficientamento, per quanto significativo e di complessa realizzazione, dell’attuale rete fognaria intesa nella sua universalità, senza, tuttavia, comportare un’estensione della stessa a favore di aree di nuova urbanizzazione e senza prevedere il collegamento diretto a nuovi allacciamenti, civili o industriali. Ciò posto, la società chiede chiarimenti in merito alla portata applicativa del richiamato n. 127- quinquies, Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. 633 del 1972 e, in particolare, chiede di conoscere se il riferimento di tale previsione ai “collettori di adduzione” relativi agli impianti di depurazione, comporti di per sé l’applicazione dell’aliquota del 10 per cento ai casi di autonoma costruzione dei predetti collettori e, altresì, di conoscere se, ad avviso di questa Amministrazione, l’intervento oggetto del contratto di appalto stipulato dalla società istante e, in generale, il più ampio progetto di cui è parte il medesimo, realizzino ex novo un’opera compresa nell’ambito applicativo del n. 127- quinquies.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria tenendo conto delle caratteristiche dell’intervento in questione, è dell’avviso che lo stesso possa fruire dell’aliquota IVA nella misura del 10 per cento, ai sensi del combinato disposto dei nn. 127-quinquies e 127-septies della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972, ciò in quanto, i collettori di adduzione – costruiti ex novo – possono essere considerati opere inerenti alle opere di urbanizzazione (i.e. fognature).

Presentazione tardiva della dichiarazione: utilizzo del credito Iva maturato

Nell’ipotesi di tardiva presentazione della dichiarazione, che equivale ad omissione, il credito IVA eventualmente esposto nella dichiarazione, anche se formatosi anteriormente e derivante da precedenti dichiarazioni ritualmente presentate, non può essere riportato nella successiva dichiarazione, e tantomeno utilizzato in detrazione di un versamento dovuto. In caso contrario è legittima l’applicazione di sanzioni e interessi per omesso versamento, anche a fronte dell’effettiva disponibilità del credito. (Corte di Cassazione – Ordinanza 01 aprile 2021, n. 9091).

La controversia trae origine dalla cartella di pagamento con la quale l’Agenzia delle Entrate ha irrogato sanzioni e interessi per omesso versamento d’imposta a seguito del ritenuto indebito utilizzo in compensazione del credito IVA esposto nella dichiarazione presentata con un ritardo di oltre novanta giorni.
Considerata l’effettiva sussistenza del credito al momento del pagamento, l’Ufficio ha disposto lo sgravio in autotutela dell’importo compensato, irrogando comunque la sanzione e gli interessi per la condotta omissiva.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente e annullato la cartella di pagamento, valutando la carenza dei presupposti per l’irrogazione della sanzione e l’applicazione degli interessi moratori, sul presupposto dell’esistenza del credito IVA al momento della scadenza del pagamento, nonostante l’omesso inserimento nella dichiarazione annuale IVA dell’anno precedente, che all’epoca non era stata ancora presentata.

La Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari affermando che in caso di dichiarazione annuale tardiva, la maturazione del credito IVA non esclude l’irrogazione della sanzione e l’applicazione degli interessi moratori per l’omesso o carente versamento dell’IVA.
La Corte Suprema ha precisato che in tema di IVA, con riferimento alla disciplina della detrazione o del rimborso della eccedenza d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale, in caso di presentazione della stessa con un ritardo di oltre novanta giorni (che equivale a tutti gli effetti all’omessa presentazione), il credito di imposta eventualmente esposto nella suddetta dichiarazione, anche se formatosi anteriormente e derivante da precedenti dichiarazioni ritualmente presentate, non può essere riportato nella dichiarazione annuale IVA relativa all’anno successivo, ostando all’utilizzo di detto credito in detrazione il principio di contiguità temporale dei periodi di imposta cui è subordinata la operatività della compensazione tra il credito ed il debito tributario.
Nel caso esaminato, la dichiarazione annuale IVA era stata presentata con un ritardo di oltre novanta giorni dalla scadenza del termine di legge, per cui il credito di imposta per gli anni precedenti non poteva essere opposto in compensazione del debito.
In tali circostanze la prassi (Circolare 25 giugno 2013 n. 21/E) ha chiarito che “il credito IVA maturato in un’annualità per la quale sia stata omessa la relativa dichiarazione, non può essere utilizzato in detrazione nelle dichiarazioni successive, non rilevando la circostanza che lo stesso sia o meno effettivamente maturato”, con la conseguenza che, “all’utilizzo in detrazione del suddetto credito nelle dichiarazioni successive consegue, in sede di liquidazione dell’imposta con procedure automatizzate, l’emissione della comunicazione di irregolarità finalizzata al recupero del credito indebitamente fruito, oltre ai relativi interessi, e alla contestazione della conseguente sanzione nella misura del 30 per cento del maggior debito di imposta o della minore eccedenza detraibile, ridotta al 10 per cento in caso di pagamento entro 30 giorni”.
Per cui, “qualora sia riscontrata l’esistenza contabile del credito, l’ufficio, analogamente a quanto previsto nella fase contenziosa, anziché richiedere l’effettuazione del pagamento seguita da un’istanza di rimborso, può “scomputare” direttamente l’importo del credito medesimo dalle somme complessivamente dovute in base alla originaria comunicazione di irregolarità e, conseguentemente, emettere una “comunicazione definitiva” contenente la rideterminazione delle somme che residuano da versare a seguito dello scomputo operato”.
Nel caso di specie, essendo pacifico che la dichiarazione annuale IVA è stata presentata con un ritardo di oltre novanta giorni rispetto alla scadenza del termine legale, in considerazione dei principi suddetti, l’Ufficio ha correttamente disposto lo sgravio in via di autotutela per il riconosciuto credito IVA, confermando comunque l’iscrizione a ruolo per la sanzione e gli interessi in relazione alla condotta omissiva.
Il riconoscimento del credito IVA non esonera il contribuente dal pagamento della sanzione e degli interessi per l’omesso o carente versamento dell’IVA.

Regioni in zona “arancione” e “rossa” dal 6 aprile

Con due distinte Ordinanze del 2 aprile 2021, il Ministero della Salute individua le Regioni che dal 6 aprile passano in zona “arancione” e quelle che restano in zona “rossa”, nelle quali si applicano le misure di contenimento previste dal cd. “DL Aprile”.

REGIONI IN ZONA ARANCIONE

Dal 6 aprile 2021 passano in zona arancione le Regioni Marche e Veneto, e la Provincia autonoma di Trento.
Confermata la zona arancione per le Regioni Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria e per la Provincia autonoma di Bolzano.
Per le Regioni e Province autonome in “zona arancione” si applicano le seguenti misure di contenimento:

– Misure relative agli spostamenti

È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione/Provincia autonoma salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori in zona arancione è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti.
È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.
È consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
Sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

– Musei, istituti, luoghi della cultura e spettacoli aperti al pubblico
Sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.
Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto.

– Attività dei servizi di ristorazione
Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.
Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice ATECO 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00.
Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

– Attività didattiche
È assicurato in presenza lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, senza possibilità di deroga con provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome e dei Sindaci. La deroga è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica.
Le attività scolastiche e didattiche per il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza.
Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica affinché sia garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza.

Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

REGIONI IN ZONA ROSSA

Dal 6 aprile 2021, per un periodo di ulteriori quindici giorni e fatta salva una nuova classificazione, restano in “zona rossa” le Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta, in cui si applicano le seguenti misure di contenimento:

– Misure relative agli spostamenti
E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.
Il transito sui territori in zona rossa è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.

– Attività motoria e attività sportiva
Tutte le attività di palestre, piscine, centri natatori – (anche se svolte nei centri sportivi all’aperto), di centri benessere e centri termali sono sospese. Sono altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva.
E’ consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. E’ altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

– Musei, istituti, luoghi della cultura e spettacoli aperti al pubblico
Sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.
Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto.

– Attività commerciali
Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi.
Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.
Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

– Attività dei servizi di ristorazione
Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.
Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice ATECO 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00.
Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

– Attività inerenti servizi alla persona
Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, ad eccezione delle attività di lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, delle lavanderie industriali, delle altre lavanderie e tintorie, dei servizi di pompe funebri e attività connesse

– Attività lavorativa
I datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza. Il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile.

– Attività didattiche
È assicurato in presenza lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, senza possibilità di deroga con provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome e dei Sindaci. La deroga è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica.
Le attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, nonché le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado si svolgono esclusivamente in modalità a distanza.
Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.