Imposta sui servizi digitali: istituito il codice tributo

Istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sui servizi digitali (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 01 marzo 2021, n. 14/E).

L’imposta sui servizi digitali (c.d. DST – Digital Services Tax) è stata istituita e disciplinata dalla Legge di bilancio 2019 (art.1, commi 35-50, L. n. 145/2018).
I soggetti passivi sono tenuti al versamento dell’imposta entro il 16 febbraio dell’anno solare successivo a quello in cui sono stati realizzati i ricavi imponibili; per il primo anno di applicazione dell’imposta, il suddetto termine è prorogato al 16 marzo 2021.
Per consentire il versamento, tramite modello F24, dell’imposta in oggetto e degli eventuali interessi e sanzioni dovuti in caso di ravvedimento, di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sono stati istituiti i seguenti codici tributo:
– “2700” denominato “IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m.”;
– “2701” denominato “IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. – INTERESSI”;
– “2702” denominato “IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. – SANZIONE”.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza esclusivamente delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, specificando nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.
Nel caso in cui il pagamento dell’imposta sia effettuato dal rappresentante fiscale del soggetto passivo stabilito in uno Stato non collaborativo e privi di una stabile organizzazione in Italia, ovvero dalla società designata dal soggetto passivo appartenente a un gruppo, nella sezione “CONTRIBUENTE” del modello F24 dovranno essere indicati:
– nel campo “CODICE FISCALE”, il codice fiscale del soggetto passivo;
– nel campo “CODICE FISCALE del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale del rappresentante fiscale o della società designata che effettua il pagamento, titolare del conto di addebito;
– nel campo “codice identificativo”, il codice “72”.

Al via le domande per il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari

Dal 1° al 31 marzo 2021 è possibile inviare la “Comunicazione per l’accesso” al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali per l’anno 2021 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con SPID, CNS o CIE e con le credenziali Entratel e Fisconline (Presidenza del Consiglio dei Ministri – comunicato 1° marzo 2021).

Per gli anni 2021 e 2022 il credito d’imposta è riconosciuto:
– relativamente agli investimenti pubblicitari sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale, nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati;
– relativamente agli investimenti pubblicitari sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, con un incremento minimo dell’1% rispetto agli analoghi investimenti effettuati sullo stesso mezzo di informazione nell’anno precedente.

Solo per gli investimenti sui giornali, pertanto, per gli anni 2021 e 2022 viene meno il requisito dell’incremento minimo dell’1 per cento dell’investimento pubblicitario, rispetto all’analogo investimento dell’anno precedente.

L’agevolazione rimane soggetta al rispetto dei limiti della normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis e al rispetto del limite del tetto di spesa, determinato dallo stanziamento annuale, distinto per i due suddetti “canali” di investimento.

La citata disposizione della legge di bilancio ha già previsto, per i soli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali, uno stanziamento di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Cosa prevede la “zona bianca” della Sardegna

La Regione Sardegna, con l’ordinanza del 28 febbraio 2021, n. 4, ha definito le misure di contenimento previste per la zona bianca in vigore dal 1° marzo 2021 e fino al 15 marzo 2021.

Fermo restando il divieto di assembramento, nonché il rispetto del distanziamento personale e del contingentamento, in conformità alle linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive attualmente in vigore, con possibilità di modularne l’esercizio in aumento ovvero in diminuzione,secondo l’andamento epidemiologico della pandemia, a decorrere dal 1° marzo 2021 è consentita sull’intero territorio regionale, fatta eccezione per le zone puntualmente interdette con ordinanze sindacali, a seguito della dichiarazione di rischio di diffusione virale, la riapertura delle seguenti attività:

– Ristorazione, con apertura degli esercizi fino alle ore 23.00;

– Bar, pub, caffetterie ed assimilabili, con apertura degli esercizi fino alle ore

21.00.

Inoltre, in relazione all’andamento degli indicatori epidemiologici valutati a seguito di tali riaperture, con successive specifiche ordinanze potranno essere riaperte, con le necessarie prescrizioni, le seguenti attività:

– palestre, scuole di danza (senza contatto);

– centri commerciali nelle giornate di sabato e domenica;

– musei e luoghi della cultura.

È fatto divieto di circolare e/o sostare al di fuori della propria residenza e/o domicilio dalle ore 23.30 di ciascun giorno fino alle ore 5.00 del successivo (coprifuoco). Restano ferme le cause esimenti già previste dalla vigente normativa nazionale per le zone c.d. “gialle”.

È fatto obbligo di usare, sull’intero territorio regionale e per l’intera giornata (H24), protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico, nonché negli spazi pubblici ove, per le caratteristiche fisiche, sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei 6 anni, nonché i soggetti con forme di disabilità.

È fatto divieto di qualsiasi forma di assembramento, con speciale riferimento allo stazionamento presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, nei quali deve comunque mantenersi un distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Iva agevolata per l’ecografo portatile per uso veterinario

Rientra nel regime agevolato Iva previsto dall’art. 124 del decreto Rilancio l’acquisto di un ecotomografo portatile, necessario per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, destinato anche per uso veterinario (Agenzia Entrate – risposta 02 marzo 2021, n. 128).

Il Decreto Rilancio ha previsto un elenco di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, tra cui l'”ecotomografo portatile”, le cui cessioni dal 1° gennaio 2021 sono assoggettate all’aliquota IVA del 5%.
Il suddetto elenco è tassativo nel senso che solo i beni ivi indicati possono essere ceduti sino al 31 gennaio 2020 in esenzione da IVA, e con applicazione dell’aliquota IVA del 5% a decorrere dal 1° gennaio 2021.
In tal senso si è espressa, peraltro, anche l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (in seguito “ADM”) individuando i codici di classifica doganale delle merci oggetto dell’agevolazione IVA in questione.
Con specifico riferimento alla voce “ecotomografo portatile”, è stato associato il codice TARIC ex 9018 1200 (Apparecchi di diagnosi a scansione ultrasonica). Più ingenerale, il codice TARIC 9018 è intitolato: “Strumenti ed apparecchi per la medicina, la chirurgia, l’odontoiatria e la veterinaria, compresi gli apparecchi di scintigrafia ed altri apparecchi elettromedicali, nonché gli apparecchi per controlli oftalmici”.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che a partire dal 1°gennaio 2021, i beni espressamente indicati nell’elenco non possano ricevere un trattamento differente se acquisiti per qualunque finalità sanitaria, stante l’impossibilità di determinare con criteri oggettivi la specifica destinazione di contrasto al COVID-19 e alle pandemie in generale.
L’art. 124 del Decreto Rilancio vincola l’applicazione della disposizione agevolativa alla natura sanitaria del bene acquistato/ceduto, ma non anche alla destinazione allo specifico uso umano.
Pertanto, l’ecotomografo portatile, destinato anche per uso veterinario, necessario per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, può beneficiare del trattamento IVA previsto dal cit. art. 124.

Invitalia affianca il Mise nella Nuova Sabatini

Il contributo per l’acquisto di beni strumentali potrà essere erogato dal MiSE alle PMI beneficiarie in un’unica soluzione, indipendentemente dall’importo del finanziamento deliberato, anziché in sei quote annuali come previsto dall’impianto originario dello strumento agevolativo. (INVITALIA – Comunicato 26 febbraio 2021)

 

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto importanti novità normative che contribuiscono a semplificare ulteriormente l’impianto procedurale dell’incentivo Nuova Sabatini finalizzato a sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di nuovi impianti macchinari, attrezzature e hardware, nonché di software e tecnologie digitali.
Per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, il contributo potrà essere erogato dal MiSE alle PMI beneficiarie in un’unica soluzione, indipendentemente dall’importo del finanziamento deliberato, anziché in sei quote annuali come previsto dall’impianto originario dello strumento agevolativo.
Il Mise ha fornito indicazioni e chiarimenti sulle modalità applicative della nuova normativa e confermato, inoltre, l’erogazione del contributo in un’unica soluzione anche per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari:
– dal 1° maggio 2019 e fino al 16 luglio 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato di importo non superiore a 100 mila euro;
– dal 17 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato da banche o intermediari finanziari di importo non superiore a 200 mila euro.
Invitalia affianca il Ministero dello Sviluppo Economico nella progettazione della misura e nelle attività di gestione, dall’accoglienza delle domande di accesso dei soggetti beneficiari, alla concessione ed erogazione del contributo, anche attraverso l’implementazione e la manutenzione della piattaforma informatica di misura. Nei mesi scorsi, Invitalia ha contribuito alla definizione e semplificazione delle procedure di accesso alla misura, in coerenza con l’obiettivo di rafforzare e favorire gli investimenti produttivi delle imprese e contenere gli effetti della crisi economica generata dalla pandemia da Covid-19.