Debiti fiscali della società scissa: responsabilità solidale della beneficiaria

La Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo il quale, in caso di scissione parziale, per i debiti fiscali della scissa relativi a periodi d’imposta anteriori l’operazione, rispondono solidalmente e illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione (Sentenza 05 febbraio 2021, n. 2767).

La controversia riguarda l’avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate – rilevato che la società aveva omesso di presentare le dichiarazioni di quell’anno, aveva provveduto a rideterminarne induttivamente il reddito e, considerato che la stessa si era prima scissa, conferendo la principale attività alla società di nuova costituzione e, poi, cancellata dal Registro delle imprese – l’aveva ritenuta responsabile del debito tributario della scissa, ritenendo l’operazione di scissione finalizzata ad impedire (o, quanto meno, ostacolare) l’azione di riscossione del fisco.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso della società, che aveva riconosciuto di essere responsabile in via solidale nei limiti del patrimonio netto a essa assegnato, ritenendo che non sussistesse il dedotto intento elusivo (in quanto non era stato allegato alcun vantaggio fiscale derivante dall’operazione) e che la disciplina fiscale in materia di scissione non consentisse di ritenere sussistente una solidarietà passiva tra scissa e beneficiaria.

La decisione, impugnata dall’Ufficio, è stata riformata dalla Corte di Cassazione che ha stabilito la responsabilità illimitata della società beneficiaria dell’operazione di scissione.

La Suprema Corte ha rilevato che la responsabilità per i debiti fiscali relativi a periodi d’imposta anteriori l’operazione di scissione parziale è disciplinata dalla normativa fiscale mediante aggiunta di un elemento specializzante rispetto alla omologa responsabilità riguardante le obbligazioni civili. E ciò nel senso che, fermi restando gli obblighi erariali in capo alla scissa e alla designata, la norma stabilisce che per i debiti fiscali rispondono non solo solidalmente ma altresì illimitatamente tutte le società partecipanti all’operazione. Salvo il diritto di esercitare il regresso nei confronti degli altri coobbligati.
Tale interpretazione, precisa la Corte di Cassazione, risulta palesemente confermata dalle disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, che coerentemente prevedono che le società partecipanti la scissione siano tutte solidalmente e illimitatamente responsabili per le somme dovute per le violazioni tributarie. E, nella previsione di una illimitata responsabilità solidale, sta appunto il carattere eccezionale della disciplina fiscale della solidarietà discendente dalle operazioni di scissione parziale.
In considerazione di tali disposizioni, dunque, la Corte Suprema ha affermato il principio di diritto secondo cui “in una fattispecie di operazione di scissione parziale, per i debiti fiscali della scissa relativi a periodi d’imposta anteriori l’operazione, rispondono solidalmente e illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione”.
Tale principio di responsabilità illimitata per i debiti tributari antecedenti la scissione, precisa la Corte Suprema, a differenza della disciplina della responsabilità delle partecipanti la scissione relativa alle obbligazioni civili per la quale il codice civile prevede precisi limiti, risulta peraltro assistito dall’orientamento costituzionale.
Con riferimento alla normativa interessata (art. 173, co. 13 del TUIR e art. 15, co. 2 del D.Lgs. n. 472 del 1997), infatti, la Corte Costituzionale (sentenza n. 90/2018), nel dichiarare non fondate le questioni di legittimità costituzionale poste sulle disposizioni citate, ha affermato che non è possibile “una piena equiparazione tra l’inadempimento delle obbligazioni civili e quello delle obbligazioni tributarie”, tanto più che un’operazione straordinaria come la scissione “può incidere sensibilmente sulla posizione dei creditori della società e, nella fattispecie, dell’amministrazione finanziaria” e che, pertanto, è legittimato un differente trattamento riservato all’Erario rispetto ad altri creditori, anche sulla base della necessità di consentire un’agevole riscossione dei tributi nel rispetto del principio costituzionale del pareggio di bilancio.
Di conseguenza, la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di rivalersi illimitatamente su tutte le società beneficiarie e sulla scissa, indipendentemente dalle quote di patrimonio assegnato con l’operazione straordinaria, è da considerare legittimato “dalla specialità dei crediti tributari” e “risponde a un criterio di adeguatezza e proporzionalità”.

Covid-19: aiuti al settore dell’intrattenimento digitale

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il decreto del 18 dicembre 2020, pubblicato nella G.U. 08 febbraio 2021, n. 32, ha fornito le modalità per la concessione delle agevolazioni a valere sulle risorse del Fondo per l’intrattenimento digitale.

L’intervento agevolativo mira a favorire lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale, attraverso il sostegno alle fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi ed è rivolto alle imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:
– svolgono, in via prevalente, l’attività economica di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”;
– hanno sede legale nello Spazio economico europeo;
– sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia;
– hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
– sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
– sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
– garantiscono, nel caso in cui si operi anche in settori diversi o si esercitino anche altre attività escluse dal campo di applicazione del regolamento de minimis, con mezzi adeguati quali la separazione delle attività o la distinzione dei costi, che le predette attività esercitate nei settori esclusi non beneficiano di aiuti concessi a norma del regolamento de minimis.

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:
– non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello Sviluppo Economico;
– siano destinatarie di una sanzione interdittiva (art. 9, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 231/2001);
– i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.), per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

Progetti e spese ammissibili

I progetti ammissibili alle agevolazioni prevedono, attraverso lo sviluppo delle fasi di concezione e pre-produzione del videogioco, la realizzazione di un prototipo destinato alla distribuzione commerciale.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i progetti devono:
– essere realizzati presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
– prevedere, ciascuno, la realizzazione di un singolo prototipo;
– prevedere spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00 (ventimila);
– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
– essere ultimati entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese e i costi relativi a:
– prestazioni lavorative svolte dal personale dell’impresa;
– prestazioni professionali commissionate a liberi professionisti o ad altre imprese;
– attrezzature tecniche (hardware);
– licenze di software.

Ai fini dell’ammissibilità, le spese e i costi devono:
– essere sostenuti successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– essere pagati esclusivamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura o al relativo documento giustificativo di costo.

Non sono invece ammissibili alle agevolazioni le spese:
– relative a beni usati, anche ove ricondizionati;
– inerenti a beni la cui installazione e il cui utilizzo non è previsto presso la sede operativa prevista per la realizzazione del prototipo;
– sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria;
– ascrivibili a titoli di spesa il cui importo sia inferiore a euro 500,00 al netto di I.V.A.;
– relative a imposte e tasse.

Agevolazioni concedibili e modalità di accesso

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto, nella misura del 50% delle spese e dei costi ammissibili e l’aiuto massimo concedibile per ciascuna impresa non può superare l’importo di euro 200.000,00 nell’arco di tre esercizi finanziari.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Le domande di agevolazione, corredate da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante il possesso dei requisiti e da una proposta progettuale contenente la descrizione dettagliata delle attività da svolgere per le fasi di concezione e pre-produzione del videogioco, delle risorse professionali coinvolte e dei beni/servizi da acquisire, delle caratteristiche del prototipo da realizzare, delle spese e dei costi da sostenere, nonché l’importo dell’agevolazione richiesta, devono essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica resa disponibile sul sito internet del Ministero (www.mise.gov.it).
Ogni impresa può presentare al massimo due domande di agevolazione in relazione a due diversi progetti. Per presentare la domanda di agevolazione, l’impresa deve disporre:
– dell’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al registro delle imprese;
– della firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato all’interno della sua organizzazione.

Revoca delle agevolazioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico dispone, in relazione alla natura e all’entità dell’inadempimento da parte dell’impresa beneficiaria, la revoca totale o parziale delle agevolazioni concesse nei seguenti casi:
– verifica dell’assenza di uno o più requisiti di ammissibilità, ovvero di documentazione incompleta o irregolare, per fatti imputabili all’impresa beneficiaria e non sanabili;
– false dichiarazioni rese e sottoscritte dall’impresa beneficiaria;
– mancato rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni;
– mancato adempimento degli obblighi collaborativi ai fini del controllo dei requisiti richiesti;
– apertura di una procedura di liquidazione volontaria o di altre procedure concorsuali con finalità liquidatorie antecedentemente alla data di erogazione a saldo dell’agevolazione;
– sussistenza di una causa di divieto in relazione alla normativa antimafia;
– mancata destinazione del prototipo di videogioco alla distribuzione commerciale.

ABI: proroga di validità del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato

Fornite precisazioni sulla proroga di validità del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato (ABI – Lettera circolare 02 febbraio 2021, n. 161).

Al riguardo, lo scorso 28 gennaio, la Commissione europea ha ufficialmente approvato il quinto emendamento al Quadro originario, prevedendo una nuova proroga delle misure ivi previste fino al 31 dicembre 2021.
Inoltre, tenendo conto del perdurare dell’impatto della pandemia di COVID-19 e del tempo trascorso dall’adozione del Quadro temporaneo, la Commissione ha ritenuto opportuno aumentare i massimali di aiuto in favore delle singole imprese.
In particolare, i nuovi massimali di aiuto sono:
– 225 mila euro per impresa operante nella produzione di prodotti agricoli;
– 270 mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
– 1,8 milioni di euro per le imprese operanti in tutti gli altri settori;
– 10 milioni di euro in favore delle imprese che hanno subito un calo del fatturato del 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 e hanno continuato a sostenere costi fissi.
La Commissione ha anche previsto la possibilità che gli Stati membri, previa notifica alla Commissione, possano disporre la conversione delle forme di aiuto rimborsabili concesse in attuazione del Quadro – quali le garanzie e i finanziamenti agevolati – in altre forme di aiuto, ad esempio le sovvenzioni.
L’operazione di conversione dovrebbe realizzarsi entro il 31 dicembre 2022.
Entro il 31 dicembre 2021, la Commissione valuterà eventuali ulteriori proroghe o adattamenti del regime temporaneo sugli aiuti di Stato.

Fisco: precisazioni sul Superbonus

Forniti chiarimenti in materia di Superbonus; in particolare, sugli interventi di demolizione e ricostruzione, sull’acquisto casa antisismica, sugli interventi finalizzati alla efficienza energetica realizzati in un Supercondominio (Agenzia delle Entrate – Risposte 08 febbraio 2021, nn. 88, 90, 91 e 94).

Nel caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento, dalle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 occorre scorporare le spese derivanti all’ampliamento e l’A.P.E. post operam deve essere redatto considerando l’edificio nella sua configurazione finale.

In ordine al limite di spesa ammesso al Superbonus, in applicazione del principio in base al quale va valorizzata la situazione esistente all’inizio dei lavori:
– se si realizza un intervento di demolizione e di ricostruzione agevolabile, per il calcolo del limite di spesa ammissibile al Superbonus si considera il numero delle unità immobiliari esistenti prima dell’inizio dei lavori;
– conformemente a quanto previsto per l’ecobonus e per il sismabonus spettante per interventi realizzati sulle parti comuni, anche ai fini dell’applicazione del Superbonus, nel caso in cui l’ammontare massimo di spesa agevolabile sia determinato in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio oggetto di interventi, il calcolo vada effettuato tenendo conto anche delle pertinenze, comprese quelle non servite dall’impianto termico. Inoltre, anche ai fini del Superbonus, ai fini della determinazione del limite di spesa ammesso al beneficio fiscale, non devono essere considerate le pertinenze collocate in un edificio diverso da quello oggetto degli interventi.

Circa la possibilità di applicare il Superbonus anche alle spese sostenute per la realizzazione dell’impiantistica idro-termo sanitaria necessaria alla fruibilità delle nuove unità immobiliari e di ricomprendervi anche il sistema di ventilazione meccanica dell’aria necessario al fine di evitare muffe ed umidità garantendo l’efficienza energetica in edifici provvisti di involucro altamente isolanti, il Superbonus spetta anche per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolabili, a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Nei limiti di spesa previsti dalla norma per ciascun intervento, pertanto, il Superbonus spetta, in linea di principio, anche per i costi strettamente collegati alla realizzazione e al completamento dell’intervento agevolato quali quelli indicati nell’istanza. L’individuazione delle spese connesse, tuttavia, deve essere effettuata da un tecnico abilitato che, ai fini del Superbonus, attesta non solo la rispondenza degli interventi ai requisiti richiesti dalla norma ma anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

In merito alla possibilità di ammettere al Superbonus anche le spese per la sostituzione degli infissi delle unità immobiliari tenuto conto che il numero di unità immobiliari nonché il numero e le dimensioni degli infissi nel nuovo edificio sarà diverso dallo stato di fatto, il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per ulteriori interventi cd. “trainati”, quali, tra gli altri, quelli di efficientamento energetico disciplinati dall’articolo 14 del decreto legge n. 63 del2013, nei limiti di detrazione o di spesa previsti per ciascun intervento.

Con riferimento alla modalità di computo della spesa agevolabile, la disposizione che disciplina il Superbonus fa rinvio alle spese documentate,sostenute e rimaste a carico del contribuente e, ai fini dell’individuazione del periodo d’imposta in cui imputare le spese stesse, occorre fare riferimento per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, al criterio di cassa e, quindi,alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Inoltre, in applicazione del predetto criterio di cassa, in caso di sconto in fattura, si può fare riferimento – in luogo della data dell’effettivo pagamento – alla data di emissione della fattura da parte del fornitore.

Ai fini del Superbonus nonché dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura:
– per gli interventi finalizzati al risparmio energetico, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dal decreto ministeriale 6 agosto 2020 e l a corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati,trasmettendo una copia della stessa, esclusivamente per via telematica, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile(ENEA);
– per gli interventi antisismici, l’efficacia degli stessi al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale,della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza,in base alle disposizioni del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n.58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano altresì la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Il contribuente, cittadino italiano residente all’estero, iscritto all’AIRE, senza redditi in Italia, quale futuro proprietario di un immobile ad uso abitativo in Italia, sarà titolare di reddito fondiario, pertanto, allo stesso non è precluso l’accesso al Superbonus, fermo restando la presenza dei requisiti e delle condizioni normativamente previste. In particolare, nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla norma agevolativa e fermo restando l’effettuazione di ogni adempimento richiesto, l’Istante può fruire del Superbonus, relativamente alle spese sostenute per l’acquisto di un immobile antisismico ad uso residenziale. In mancanza di una imposta lorda sulla quale operare la detrazione del 110 percento, l’Istante potrà, nel rispetto delle richiamate previsioni normative, optare per la fruizione del Superbonus in una delle modalità alternative previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio.

Il Superbonus spetta con riferimento alle spese sostenute dai condòmini che hanno deliberato di realizzare anche l’isolamento termico delle facciate e del tetto dal quale conseguirà, unitamente alla sostituzione dell’impianto termico a servizio dell’intero supercondominio, la diminuzione di due classi energetiche, fermi restando gli adempimenti da porre in essere ai fini della detrazione.

Industria tessile e moda, ecco gli aiuti

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 08 febbraio 2021, n. 32 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 dicembre 2020 recante le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell’industria tessile, della moda e degli accessori.

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese di piccola dimensione non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione e che alla data di presentazione della domanda devono:
– risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni;
– svolgere in Italia una o più delle attività economiche ammesse alle agevolazioni;
– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; (alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà);
– essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
– non avere ancora distribuito utili.

Possono altresì accedere alle agevolazioni le imprese che alla data del 31 dicembre 2019, non erano in situazione di difficoltà, ma che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021.
Al fine dell’accesso all’agevolazione le imprese devono svolgere almeno una delle seguenti attività, come risultante dal codice prevalente di attività comunicato al Registro delle imprese:

13.10.00 – Preparazione e filatura di fibre tessili;

13.20.00 -Tessitura

13.30.00 – Finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari

13.91.00 – Fabbricazione di tessuti a maglia

13.92.10 – Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento

13.92.20 – Fabbricazione di articoli in materie tessili nca

13.93.00 – Fabbricazione di tappeti e moquette

13.94.00 – Fabbricazione di spago, corde, funi e reti

13.95.00 – Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)

13.96.10 – Fabbricazione di nastri, etichette e passamanerie di fibre tessili

13.96.20 – Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali

13.99.10 – Fabbricazione di ricami

13.99.20 – Fabbricazione di tulle, pizzi emerletti

13.99.90 – Fabbricazione di feltro e articoli tessili diversi

14.11.00 – Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle

14.12.00 – Confezione di camici, divise ed altri indumenti da lavoro

14.13.10 – Confezione in serie di abbigliamento esterno

14.13.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno

14.14.00 – Confezione di camicie, T-shirt, corsetteria e altra biancheria intima

14.19.00 – Confezioni varie e accessori per l’abbigliamento

14.19.21 – Fabbricazione di calzature realizzate in materiale tessile senza suole applicate

14.19.29 – Confezioni di abbigliamento sportivo o di altri indumenti particolari

14.20.00 – Confezione di articoli in pelliccia

14.31.00 – Fabbricazione di articoli di calzetteria in maglia

14.39.00 – Fabbricazione di pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia

15.11.00 – Preparazione e concia del cuoio e pelle; preparazione e tintura di pellicce

15.12.01 – Fabbricazione di frustini e scudisci per equitazione

15.12.09 – Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria

15.20.10 – Fabbricazione di calzature

15.20.20 – Fabbricazione di parti in cuoio per calzature

16.29.11 – Fabbricazione di parti in legno per calzature

16.29.12 – Fabbricazione di manici di ombrelli, bastoni e simili

20.42.00 – Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili

20.59.60 – Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio

32.12.10 – Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi

32.13.01 – Fabbricazione di cinturini metallici per orologi (esclusi quelli in metalli preziosi)

32.13.09 – Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili nca

32.50.50 – Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali comuni

32.99.20 – Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e affini

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:
– non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
– abbiano ricevuto e non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
– siano destinatarie di una sanzione interdittiva (art. 9, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 231/2001);
– i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta (art. 444 cpp), per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

Possono, altresì, beneficiare delle agevolazioni le imprese che non dispongono di una sede legale e/o operativa nel territorio italiano, a condizione che le stesse siano costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti

nello Stato di residenza e risultino iscritte nel relativo registro delle imprese. Per le predette imprese la disponibilità di almeno una sede operativa sul territorio italiano deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione, pena la decadenza dal beneficio, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti.

Progetti ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i seguenti progetti:
– progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
– progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
– progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
– progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
– progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i suddetti progetti devono:
– essere realizzati dalle imprese presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
– prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 (cinquantamila) e non superiori a euro 200.000,00 (duecentomila);
– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– essere ultimati entro 18 (diciotto) mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento relative a:
– acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
– brevetti, programmi informatici e licenze software;
– formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

E’ altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:
– materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
– servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
– godimento di beni di terzi;
– personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

Ai fini dell’ammissibilità, le suddette spese devono:
– essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– essere pagate esclusivamente attraverso uno specifico conto corrente intestato all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura o al relativo documento giustificativo di spesa (bonifici bancari, SEPA Credit Transfer ovvero ricevute bancarie (RI.BA.).

Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:
– relative a beni usati e a mezzi targati;
– relative ad opere edili di qualsiasi tipo;
– inerenti a beni la cui installazione e il cui utilizzo non è previsto presso la sede operativa prevista per la realizzazione del progetto;
– sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria;
– ascrivibili a titoli di spesa il cui importo sia inferiore a euro 500,00 al netto di IVA;

– relative a imposte e tasse.

Agevolazione concedibile e modalità di accesso

Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese ammissibili ed è concesso sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.
Ai fini della concessione del contributo, il Ministero dello Sviluppo Economico verifica la completezza e la regolarità della domanda di agevolazione, il possesso dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità previsti.