Covid-19: Puglia in zona gialla

Il Ministero della Salute, con l’ordinanza del 09 febbraio 2021 ha disposto, con decorrenza 11 febbraio 2021, il passaggio della regione in Puglia in zona gialla.

In base alle Ordinanze del Ministro della salute del 29 gennaio 2021 e del 09 febbraio 2021 e con lo scadere della vigenza dell’ordinanza del 22 gennaio 2021, sono attualmente ricomprese:

– nell’area gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;

– nell’area arancione: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia, Umbria;

– nell’area rossa: nessuna Regione.

Patent box e deduzione forfettaria IRAP dall’IRES

Forniti chiarimenti sulle variazioni in diminuzione riferibili alle quote di reddito agevolabile spettanti a seguito di accordo di ruling da patent box, per gli anni di imposta 2015 e 2016 e sul criterio di imputazione della riduzione della deduzione forfettaria IRAP dall’IRES in caso di presentazione di dichiarazione integrativa IRAP “a favore” (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 10 febbraio 2021, n. 9/E).

Le variazioni in diminuzione riferibili alle quote di reddito agevolabile spettanti a seguito di accordo di ruling da patent box, per gli anni di imposta 2015 e 2016, possano essere indicate nelle dichiarazioni integrative, ai fini IRPEF/IRES e IRAP, relative al periodo d’imposta 2016, sempreché non sia stata presentata istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Le variazioni in diminuzione sconteranno le aliquote IRPEF/IRES e IRAP vigenti per l’anno d’imposta 2016 (Circolare del 7 aprile 2016, n. 11).
Per ciò che concerne gli effetti derivanti dalla fruizione del beneficio da patent box sull’ammontare della deduzione forfettaria dell’IRAP ai fini dell’IRES, l’articolo 6, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, (di seguito anche “DL 185/2008”) stabilisce che “A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, è ammesso in deduzione ai sensi dell’articolo 99 del testo unico delle imposte sui redditi (…) un importo pari al 10 per cento dell’imposta regionale sulle attività produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, forfettariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati”.
Nel caso di presentazione di dichiarazione integrativa IRAP a favore a seguito della sottoscrizione di un accordo di ruling da patent box, si determina in capo al contribuente l’obbligo di ridurre la deduzione forfettaria dell’IRAP ai fini dell’IRES, di cui ha eventualmente beneficiato ai sensi del citato articolo 6.
Il legislatore ha assunto il cd principio di cassa quale criterio cardine per determinare la quota di IRAP deducibile dalla base imponibile IRES. Tale conclusione è stata confermata dall’Amministrazione finanziaria in diversi documenti di prassi. Nello specifico, l’Agenzia delle entrate, nella circolare 16/E/2009 (e nello stesso senso si è espressa anche nella circolare 8/E/2013), ha affermato che “Con gli stessi criteri si potrà tener conto anche dell’IRAP versata nell’anno interessato dalla rideterminazione della base imponibile a fronte di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso, ovvero di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di attività di accertamento.”
Al riguardo l’Agenzia è del parere che il principio di cassa richiamato dalle disposizioni legislative in materia di deduzione forfettaria dell’IRAP ai fini dell’IRES debba essere applicato anche nel caso in cui l’IRAP dovuta per un determinato anno di imposta venga poi rettificata “a favore”.
Ritiene corretto, in particolare, imputare la riduzione della citata deduzione forfettaria nel periodo d’imposta in cui il credito IRAP emerso in sede di dichiarazione integrativa “a favore” diviene utilizzabile.

Cessioni di materie prime secondarie e reverse charge

Le cessioni di materie prime secondarie prodotte dagli impianti di recupero dei rifiuti della costruzione, demolizione e manutenzione di opere edili e infrastrutturali sono soggette ad aliquota IVA ordinaria, con applicazione del reverse charge. La medesima aliquota Iva va applicata alle prestazioni di stesura e compattazione di tali materie nell’opera di riempimento e ripristino ambientale di un ex cava, ma senza reverse charge. (Agenzia delle Entrate – risposta 8 febbraio 2021, n. 86).

Ai sensi del Codice dell’ambiente “Un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni:

– la sostanza o l’oggetto sono destinati a essere utilizzati per scopi specifici;

– esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;

– la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;

– l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana”.

Pertanto una volta concluso il processo di recupero, che comprende anche attività minimali quali il controllo e la pulizia, il rifiuto cessa di essere tale per diventare prodotto o merce.

Ai fini dell’IVA, le cessioni dei beni (rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi, vetri, gomma, plastica ecc.) sono soggette al regime dell’inversione contabile (c.d. reverse charge). In tal caso, il cedente emette fattura senza addebitare l’IVA in quanto quest’ultima è a carico del cessionario, che dovrà integrare la fattura ricevuta con la relativa imposta.

Ai fini dell’applicazione del reverse charge è necessario che:

– il rifiuto sia qualificabile come “rottame, ovvero un bene non più utilizzabile secondo l’originaria destinazione se non sottoposto a successive lavorazioni”;

– ai fini fiscali il rifiuto rimane rottame anche quando ha subito (ripulitura, selezione, taglio o compattatura), senza modificarne la natura.

Le materie prime secondarie possono essere considerate ai soli fini fiscali al pari dei rottami, la cui cessione sarà fatturata in “reverse charge”.

Per quanto concerne l’aliquota IVA applicabile, la materia prima secondaria è un prodotto qualificato come “rifiuto speciale”, derivante dalle attività di demolizione, costruzione ed è da assoggettare all’aliquota IVA ordinaria del 22%.

Relativamente alla prestazione del servizio di stesura e compattazione delle materie prime secondarie, alla stessa si applica l’aliquota Iva ordinaria del 22% senza il regime dell’inversione contabile che è riferito alle cessioni dei rottami ivi indicati.

Emergenza Covid-19: i contribuenti esonerati dall’applicazione degli ISA

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 33 del 09 febbraio 2021 il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 02 febbraio 2021 che individua, per il periodo d’imposta 2020, i soggetti ai quali non si applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale a causa degli effetti dell’emergenza Covid-19.

Per il periodo d’imposta 2020 gli Indici sintetici di affidabilità fiscale non trovano applicazione nei confronti di quei contribuenti per i quali ricorre una delle nuove cause di esclusione correlate agli effetti economici delle diffusione del Covid- 19.
Nello specifico, sono esclusi dagli ISA i contribuenti che:
– hanno subito una diminuzione dei ricavi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente;
– hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
– che esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche individuate dai codici attività di seguito riporati:

47.19.10 – Grandi magazzini

47.19.90 – Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari

47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa

47.51.20 – Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria

47.53.11 – Commercio al dettaglio di tende e tendine

47.53.12 – Commercio al dettaglio di tappeti

47.53.20 – Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e linoleum)

47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati

47.59.10 – Commercio al dettaglio di mobili per la casa

47.59.20 – Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame

47.59.40 – Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico

47.59.60 – Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti

47.59.91 – Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico

47.59.99 – Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca

47.63.00 – Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati

47.64.20 – Commercio al dettaglio di natanti e accessori

47.71.10 – Commercio al dettaglio di confezioni per adulti

47.71.40 – Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle

47.71.50 – Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte

47.72.10 – Commercio al dettaglio di calzature e accessori

47.72.20 – Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio

47.77.00 – Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria

47.78.10 – Commercio al dettaglio di mobili per ufficio

47.78.31 – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte)

47.78.32 – Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato

47.78.33 – Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi

47.78.35 – Commercio al dettaglio di bomboniere

47.78.36 – Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria)

47.78.37 – Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti

47.78.50 – Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari

47.78.91 – Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo

47.78.92 – Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone)

47.78.94 – Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop)

47.78.99 – Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca

47.79.10 – Commercio al dettaglio di libri di seconda mano

47.79.20 – Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato

47.79.30 – Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati

47.79.40 – Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet)

47.82.01 – Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento

47.82.02 – Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie

47.89.02 – Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura attrezzature per il giardinaggio

47.89.04 – Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria

47.89.05 – Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino mobili tappeti e stuoie articoli casalinghi elettrodomestici materiale elettrico

47.89.09 – Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca

47.99.10 – Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta)

49.39.01 – Gestioni di funicolari, ski lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub urbano

56.10.11 – Ristorazione con somministrazione

56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

56.10.20 – Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto

56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie

56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti

56.10.42 – Ristorazione ambulante

56.21.00 – Catering per eventi, banqueting

56.30.00 – Bar e altri esercizi simili senza cucina

59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica

82.30.00 – Organizzazione di convegni e fiere

85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi

85.52.01 – Corsi di danza

90.00.04 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche

92.00.01 – Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio eccetera

92.00.02 – Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone

92.00.09 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse

93.11.10 – Gestione di stadi

93.11.20 – Gestione di piscine

93.11.30 – Gestione di impianti sportivi polivalenti

93.11.90 – Gestione di altri impianti sportivi nca

93.12.00 – Attività di club sportivi

93.13.00 – Gestione di palestre

93.19.10 – Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi

93.19.99 – Altre attività sportive nca

93.21.00 – Parchi di divertimento e parchi tematici

93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night club e simili

93.29.30 – Sale giochi e biliardi

93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca

94.99.20 – Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby

94.99.90 – Attività di altre organizzazioni associative nca

96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza

96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure

96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)

96.04.20 – Stabilimenti termali

96.09.01 – Attività di sgombero di cantine, solai e garage

96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing

96.09.03 – Agenzie matrimoniali e d’incontro

96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari)

96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca

I suddetti contribuenti esclusi dagli ISA sono comunque tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali.

Anagrafe tributaria: comunicazione dati delle spese per la frequenza scolastica

Individuate le modalità tecniche di trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle spese per la frequenza scolastica e le modalità di esercizio dell’opposizione all’inserimento di tali dati e/o alle erogazioni liberali agli istituti scolastici nella dichiarazione pre-compilata. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 09 febbraio 2021, n. 39069).

Soggetti tenuti alla trasmissione

I soggetti costituenti il sistema nazionale di istruzione, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle entrate, in via facoltativa per gli anni d’imposta 2020 e 2021 e in via obbligatoria a partire dall’anno d’imposta 2022, le comunicazioni riguardanti la trasmissione telematica dei dati riguardanti le spese per istruzione diverse da quelle universitarie.
Per ciascun iscritto i citati soggetti comunicano l’ammontare delle spese per istruzione scolastica sostenute nell’anno d’imposta precedente con l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti iscritti agli istituti scolastici e dei soggetti che hanno sostenuto le spese. Il codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa deve essere indicato se l’informazione è nella disponibilità dell’istituto scolastico che provvede alla trasmissione; tale dato deve essere sempre indicato con riferimento alle erogazioni liberali non deliberate dagli istituti scolastici.
Questi soggetti e gli altri soggetti che erogano rimborsi riguardanti le spese scolastiche, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle entrate, con riferimento a ciascun iscritto all’istituto scolastico, una comunicazione contenente i dati dei rimborsi delle spese erogati nell’anno precedente, con l’indicazione dell’anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata, della tipologia di spesa oggetto di rimborso e del soggetto che ha ottenuto il rimborso. L’indicazione del codice fiscale del soggetto che ha ottenuto il rimborso è facoltativa per l’anno d’imposta 2020. Tale dato deve essere sempre indicato con riferimento alle restituzioni delle erogazioni liberali non deliberate dagli istituti scolastici.
Le due comunicazioni sopra indicate contengono i dati relativi alle spese e ai rimborsi riguardanti:
a) tasse scolastiche;
b) contributi obbligatori, contributi volontari e erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica;
c) erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica nonché all’ampliamento dell’offerta formativa, effettuate tramite versamento bancario o postale ovvero tramite gli altri sistemi di pagamento.
Non devono essere comunicati i dati delle tasse scolastiche versate tramite il modello di pagamento F24.

Modalità di trasmissione

I soggetti di cui sopra effettuano le comunicazioni utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline in relazione ai requisiti da essi posseduti per la trasmissione telematica delle dichiarazioni. Al fine della trasmissione telematica devono essere utilizzati i prodotti software di controllo resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.
Gli stessi soggetti possono avvalersi, per la trasmissione dei dati, degli intermediari.

Gli archivi contenenti le comunicazioni da trasmettere tramite il servizio telematico dovranno avere dimensioni non superiori ai 5 MegaByte.

Tipologie di invio

Gli invii possono essere ordinari, sostitutivi o di annullamento:
– Invio ordinario: è la comunicazione con cui si inviano i dati richiesti. È possibile inviare più comunicazioni ordinarie per lo stesso periodo di riferimento. I dati inviati in ogni comunicazione ordinaria successiva alla prima sono considerati in aggiunta a quelli precedentemente comunicati.
Invio sostitutivo: è la comunicazione con la quale si opera la completa sostituzione di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e acquisita con esito positivo dal sistema telematico.
– Annullamento: è la comunicazione con cui si richiede l’annullamento di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente trasmessa e acquisita con esito positivo dal sistema telematico. L’annullamento di una comunicazione sostitutiva determina la cancellazione di tutti i dati contenuti nella sostitutiva, senza ripristinare quelli della comunicazione sostituita.

Termini delle trasmissioni

Il termine ultimo per la trasmissione delle comunicazioni è il medesimo previsto per la comunicazione dei dati relativi agli oneri e alle spese di cui all’articolo 78, commi 25 e 25-bis, della legge 30 dicembre 1991, n. 413. L’articolo 16-bis del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, come modificato dall’articolo 61-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha previsto che la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi agli oneri di cui al citato articolo 78, commi 25 e 25-bis, della legge n. 413 del 1991, nonché dei dati relativi alle spese individuate dai decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze emanati ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, con scadenza al 28 febbraio, venga effettuata entro il termine del 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.
Nel caso di scarto dell’intero file contenente le comunicazioni, il soggetto obbligato effettua un nuovo invio ordinario entro il predetto termine ovvero, se più favorevole, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione di errore da parte dell’Agenzia delle entrate.
Nel caso di trasmissione di codici fiscali non validi, il soggetto obbligato effettua un ulteriore invio ordinario, contenente esclusivamente i dati relativi ai codici fiscali segnalati, entro il predetto termine ovvero, se più favorevole, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione di errore da parte dell’Agenzia delle entrate.
In casi diversi, la correzione dei dati trasmessi deve essere effettuata entro i cinque giorni successivi al predetto termine.
L’annullamento dei dati trasmessi è effettuato entro i cinque giorni successivi alla medesima scadenza.
I dati contenuti nelle comunicazioni inviate sono utilizzati per la elaborazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle entrate.

Ricevute

La trasmissione si considera effettuata nel momento in cui è completata la ricezione del file, a seguito del risultato positivo dell’elaborazione, comunicata mediante una ricevuta contenente il codice di autenticazione per il servizio Entratel o il codice di riscontro per il servizio Fisconline.

Opposizione

L’opposizione all’utilizzo dei dati nella dichiarazione pre-compilata può essere comunicata all’Agenzia delle entrate dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa e/o di effettuazione dell’erogazione fino al termine previsto per la trasmissione telematica dei dati relativi alle spese scolastiche e alle erogazioni liberali agli istituti scolastici all’Agenzia delle entrate (per l’anno 2020, l’opposizione può essere esercitata a partire dalla data di pubblicazione del presente provvedimento). Con riferimento, invece, alle spese sostenute a partire dall’anno 2021, l’esercizio dell’opposizione può essere effettuato, oltre che con la modalità sopra descritta, anche comunicando l’opposizione direttamente al soggetto destinatario della spesa al momento del sostenimento della stessa o comunque entro il 31 dicembre dell’anno in cui la spesa è stata sostenuta.